Anche il miglior medicamento in eccesso diventa un veleno: le famiglie iper-protettive

Il modello familiare, occidentale in particolare, negli utili decenni ha subito una profonda evoluzione spostandosi sempre di più da uno stile autoritario tipico degli anni ’50 ad una modalità di relazione iper-protettiva.

All’interno di questa dinamica i figli vengono costantemente aiutati, facilitati, rispetto a qualsiasi difficoltà, spinti dal desiderio di limitare il più possibile eventuali sofferenze, frustrazioni e malessere. Ma, così come tutto ciò che viene somministrato in eccesso danneggia, anche questo eccessivo modo di aiutare i propri figli, sostituendosi talvolta a loro, anziché favorirli, li danneggia rispetto ad una sana crescita psicologica.

Se i nostri figli non vengono messi nelle condizioni di affrontare la vita in prima persona, mettendosi alla prova e misurando i propri limiti, non hanno la possibilità di conquistare sul campo la propria autostima né la resilienza personale, caratteristiche essenziali di un individuo capace di gestire in maniera equilibrata le proprie relazioni con sé stesso, gli altri, il mondo.

L’effetto di un copione familiare iper-protettivo, reiterato nel tempo, sarà l’incapacità del figlio di costruire il proprio senso di auto-efficacia, che deriva invece da uno scambio continuo con l’ambiente attraverso esperienze di successo ma anche piccoli fallimenti. Non dare la possibilità ai propri figli di passare attraverso queste esperienze concrete, rischia di realizzare esattamente ciò che il genitore iper-protettivo vorrebbe evitare: ovvero un figlio che cresce insicuro o all’opposto con una eccessiva fiducia in sé stesso, condizioni entrambe che conducono ad un elevato rischio di fallimento.

“L’amore genitoriale è prima di tutto dare ai propri figli la possibilità di esprimersi al meglio e di edificare la propria identità e indipendenza personali. L’amore che limita, anche se protegge, è patologia”. G. Nardone

L’aiuto sano, quindi, è quella forma di supporto dato solo quando realmente necessario o direttamente richiesto ma prestando sempre attenzione a non sostituirsi mai ai figli bensì guidandoli a confrontarsi in prima persona con le difficoltà che si presentano.

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