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La Terapia Breve Strategica

Terapia strategica Firenze

Nella mia mia attività clinica e di consulenza, utilizzo come modello di riferimento teorico ed operativo, la Psicoterapia Breve Strategica.

La Terapia Strategica è un modello di intervento breve e focale, il cui obiettivo è quello di ottenere da un lato l'estinzione dei sintomi, dall'altro la ristrutturazione della percezione che il soggetto ha di sé, degli altri, del mondo. Proprio in virtù di quest'ultimo aspetto rappresenta un intervento radicale e duraturo poiché il cambiamento avviene non solo a livello comportamentale ma anche emotivo e cognitivo.

Solitamente, secondo i modelli più tradizionali di psicoterapia si ritiene che per il trattamento dei problemi psicologici, soprattutto se complessi o persistenti da molti anni, sia necessario un intervento a lungo termine, faticoso, dispendioso e soprattutto focalizzato sulla ricerca di tutte quelle cause nel passato che possono aver strutturato il problema nel presente.

A differenza di tutto ciò, in Terapia Strategica si parte dall'assunzione che i disturbi di natura psicologica siano il risultato di una modalità disfunzionale di percepire e quindi di reagire alla realtà. Per tale ragione, la modalità d'intervento di un terapeuta strategico, per produrre un cambiamento, non si basa sulla ricerca delle cause 

originarie, ma si focalizza sin dalla prima seduta (che è già di intervento) sul "come" il problema funziona e si mantiene. Stabilito ciò, si identifica la modalità d'intervento più efficace per raggiungere il massimo del risultato nel minor tempo possibile.

Un aspetto prioritario sul quale focalizzo la mia attenzione a partire dalla prima seduta, è l'indagine sulle "tentate soluzioni", concetto cardine del modello strategico. Si riferiscono a tutto ciò che il paziente stesso e le persone intorno a lui, hanno tentato di fare per risolvere il problema. Questi tentativi fallimentari, ripetuti nel tempo, se non vengono bloccati e sostituiti con strategie più funzionali, alimentano e complicano ulteriormente la situazione problematica, ne determinano in sostanza la sua persistenza. Per questo motivo il primo obiettivo è quello di rompere questo circuito vizioso che si è venuto a stabilire tra le tentate soluzioni messe in atto e la persistenza del problema. Per ottenere ciò lavoro in maniera prioritaria sul presente piuttosto che sul passato, su come funziona il problema e non sul perché esiste, e mi dirigo alla ricerca delle soluzioni piuttosto che delle cause.

Per riassumere, le caratteristiche del modello che utilizzo, la Terapia Breve Strategica, sono:

breve e focale: una terapia orientata all'estinzione dei disturbi presentati dal paziente che si articola su un numero breve di sedute, si concentra su un obiettivo concreto di cambiamento, concordato congiuntamente con il terapeuta.

radicale: oltre alla soluzione del sintomo, mira a modificare la rappresentazione che il paziente ha del proprio problema nello specifico e della propria realtà in senso più allargato.

• efficace: il cambiamento che si produce è duraturo, poiché si lavora affinchè non si presentino ricadute rispetto al problema presentato, attraverso follow-up a due mesi, tre mesi, sei mesi dallo sblocco del problema.

non farmacologico ma solo psicologico

•indicato in primo luogo per tutti i disturbi psicologici fortemente impedenti, ovvero caratterizzati da una sintomatologia acuta (ansia, attacchi di panico, fobie, ossessioni, compulsioni, ipocondria, depressione, disordini alimentari).

Ci sono inoltre dei casi in cui non è necessario procedere 

con un percorso di psicoterapia perché non ci troviamo di fronte a problemi psicologici strutturati ma “difficoltà”, cioè situazioni di stallo momentanee che, pur non essendo invalidanti, possono provocare tuttavia un forte disagio e la sensazione di essere bloccati. In questi casi è indicato un percorso di Consulenza Breve Strategica.


La consulenza breve si articola generalmente in un numero molto ridotto di sedute (di solito cinque) in cui i miglioramenti rilevanti appaiono già fra la prima e la seconda seduta e si consolidano nelle sedute successive, solitamente a cadenza molto diluita nel tempo, in modo da poter supervisionare il mantenimento dei cambiamenti ottenuti.



Rientrano solitamente in questa categoria: i problemi di relazione genitori-figli o i problemi scolastici dei figli, i blocchi della performance e alcune sintomatologie potenzialmente impedenti ma non ancora strutturate (ad esempio monofobie o fobie non ancora generalizzate etc).  



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